L’asu d’Cavour

Asu d'Cavour La tota Cesira

In piemontese “asu d’Cavour” dicesi di “persona vanagloriosa che ostenta un accentuato compiacimento di sé”.

Ed eccone qui signori e signore, quasi come in un selfie allo specchio, due perfetti esemplari.

La saggia nonna di Cesira soleva ripetere “j’asu d’Cavour, sa ji laudu nen jaciar, as laudu da lur” (tradotto in italiano: “gli asini di Cavour, se non li lodano gli altri, si lodano da soli”), alludendo a quanto appaiano sciocchi coloro che senza pudore decantano i propri meriti.

Sia che avesse preso un bel voto a scuola o che la maestra le avesse fatto un complimento, la giovane ed ingenua Cesira subito e con entusiasmo lo raccontava alla nonna. Nonna che puntualmente, bonariamente e saggiamente la rimbrottava “J’asu d’Cavour…”.

E bastava anche solo la prima linea: la Cesira ben conosceva il resto del proverbio!

Asu d'Cavour La tota Cesira